
giovedì 30 luglio 2009
La corsa alla New Town

Le gru, potenti e sottili, sembrano disegnate da uno stilista. Pareti, pavimenti e soffitti prefabbricati vengono alzati verso l'alto e incastrati nelle gabbie di ferro o di cemento. Nell'ultima luce della sera, il cantiere di questo che sarà il pezzo più grande delle new town aquilane sembra un enorme gioco del Lego. C'è quasi silenzio, sulla collina di Bazzano spianata per costruire le C. A. S. E., che vorrebbe dire Complessi antisismici sostenibili ed ecocompatibili. Per gli aquilani, Case e basta, perché già immaginano di entrare qui, trovare il salotto, il bagno, la camera da letto... Nessuno sta fermo, là sulla piattaforma. I capi cantiere, e anche i carpentieri, i saldatori, i muratori sanno che qui si sta giocando la "scommessa" dell'Aquila. Entro la fine di settembre - se possibile un paio di settimane prima - le Tv dovranno mostrare il taglio del nastro, annunciare che i terremotati hanno trovato una nuova casa, così come promesso il primo giorno dopo la grande scossa. Tremila persone con le chiavi in mano (anche se altre 50.000 resteranno fuori) basteranno ad annunciare il ritorno alla normalità, così come l'apertura di 120 metri di corso Federico II fra la Villa comunale e piazza Duomo un mese fa è servita ad annunciare la "riapertura del centro storico". Bisogna fare presto e tentare la fortuna, come nei giochi d'azzardo. - repubblica
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