martedì 28 luglio 2009

Gli incendi in Sardegna


Le indagini. La maggior parte degli incendi, 10 su 7, è di natura dolosa: dietro il 70% dei roghi c'è quindi la mano criminale dell'uomo. «Sono degli assassini», ha detto l'assessore regionale dell'Agricoltura, Andrea Prato, chiudendo la riunione, stamane a Torralba (Sassari), dell'unità di crisi istituita per sostenere le aziende colpite. Il rimanente 30% di incendi di origine colposa, dipende soprattutto da disfunzioni della rete elettrica, il resto - purtroppo - lo fa l'incuria. Il pool di investigatori del Corpo forestale ha fatto oggi il punto sulle indagini in un vertice a Cagliari. Prima una riunione con l'assessore dell'Ambiente Giorgio Oppi, poi un incontro tecnico-organizzativo per uno scambio di informazioni e per coordinare gli interventi. Diverse le Procure che hanno già aperto fascicoli, al momento a carico di ignoti. In particolare a Tempio, dove nel fine settimana almeno una decina di persone è stata interrogata per l'incendio partito da Berchiddeddu. Nel frattempo, sono ormai decine le esche incendiarie, costituite da mozziconi di sigaretta con fiammiferi all'interno, trovate in diverse zone dell'isola: a Sindia (Nuoro), Suni (Oristano), Pozzomaggiore (Sassari) - paese di una delle due vittime -, Bonorva (Sassari), Carbonia, Sant'Antioco (Carbonia-Iglesias) e Villacidro (Medio Campidano). E c'è chi ancora punta il dito contro la macchina dei soccorsi. «Esiste sicuramente un disegno criminale per colpire l'ambiente e mettere in moto interessi speculativi - dice il leader della Flai-Cgil Raffaele Lecca - Tuttavia, occorre chiederci se l'apparato messo in piedi dal Corpo forestale sia adeguato e in grado di affrontare tali emergenze». - il messaggero

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